Riforma Della Cittadinanza
La Trasmissione Della Cittadinanza Italiana Iure Sanguinis In Linea Maschile (Via Paterna) Per Discendenza Diretta Da Avo Italiano
Quando la cittadinanza italiana deriva da un cittadino italiano di sesso maschile (avo italiano), si parla di cittadinanza in via paterna.
Nel caso di discendenza maschile, già il Codice Civile del 1865, prevedeva che: “È cittadino il figlio di padre cittadino ”.
Il principio fu confermato nella Legge sulla cittadinanza Legge n. 555/1912 e ribadito nella successiva Legge n. 91/1992.
Non è mai stato messo in dubbio che il figlio di padre cittadino italiano, sia a sua volta, cittadino italiano.
Di conseguenza, ha diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana chiunque, nato in uno Stato estero possa dimostrare di avere un avo italiano (uomo) deceduto dopo il 17 marzo 1861, data della proclamazione del Regno d’Italia.
Non ci sono limiti di generazioni.
Le condizioni per tale riconoscimento si basano:
- sulla dimostrazione della discendenza dal soggetto originariamente in possesso dello status di cittadino italiano (l’avo emigrato);
- sulla prova dell’assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza.
Va tenuto presente che l’acquisto della cittadinanza straniera, da parte dell’avo, pur se accompagnato dal trasferimento all’estero della residenza, non implica necessariamente la perdita della cittadinanza italiana e, quindi, l’impossibilità per i discendenti di riacquistarla.
Si deve valutare, caso per caso, se l’avo ha spontaneamente e volontariamente acquistato la cittadinanza straniera o se ha rinunciato alla cittadinanza italiana con un atto consapevole, volontario ed esplicito.
Le sezioni unite della corte suprema di cassazione nelle sentenze n.25317 e n. 25318 del 24 agosto 2022, occupandosi della “Grande Naturalizzazione Brasiliana” che prevedeva un meccanismo di rinuncia automatica ad altre cittadinanze per tutti i cittadini stranieri residenti in Brasile alla data del 15 novembre 1889, ha dichiarato che “lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente”.
Lo Studio Legale Dapei effettuerà la valutazione preliminare dell’eventuale acquisto della cittadinanza straniera da parte dell’avo
Qualora accerti che l’acquisto non ha determinato la perdita della cittadinanza italiana in quanto non è stato spontaneo e volontario ma forzato e imposto dalla normativa estera e non è stato accompagnato da dichiarazione di rinuncia, fornirà adeguata assistenza ai richiedenti nella loro domanda di cittadinanza iure sanguinis.
Dal momento che la cittadinanza iure sanguinis per via paterna è stabilita dalla Legge, l’amministrazione non contesta il diritto.
I richiedenti residenti all’estero dovrebbero presentare la domanda in via amministrativa presso il Consolato d’Italia competente per territorio, in base al luogo di residenza.
Nel caso di richiedenti residenti in Italia la domanda andrà presentata al Comune dove il richiedente ha fissato la residenza e dove dovrà risiedere sino al completamento della pratica.
In linea di principio pertanto la richiesta, se regolarmente istruita, dovrebbe essere evasa favorevolmente in via amministrativa senza necessità di ricorso al giudice.
Molti Consolati a causa di gravi crisi economiche o conflitti in corso (Medio-Oriente) o di natura organizzativa (Egitto), o per difficoltà causate dall’alto numero delle richieste di cittadinanza italiana (Sud America) non sono in grado di garantire un regolare funzionamento degli Uffici, così, i tempi di lavorazione delle pratiche si allungano eccessivamente.
Lo Studio Legale Dapei ha, già, promosso numerose azioni giudiziarie avanti al Tribunale di Roma, per il riconoscimento della cittadinanza italiana in via paterna, affermando che l’istanza in via amministrativa non costituisce condizione di procedibilità, proponibilità o ammissibilità della domanda in via giudiziaria e che il diritto di agire in giudizio è previsto e garantito da norma costituzionale.
Ha, inoltre, dimostrato come le gravi crisi che hanno investito alcuni paesi si ripercuotono anche sull’attività dei Consolati Italiani, che non sono in grado di operare con regolarità, rendendo incerti i tempi e la definizione del procedimento amministrativo per il riconoscimento della cittadinanza italiana.
Il Tribunale, accogliendo le domande proposte da questo Studio, ha escluso la necessità, in taluni casi, della preventiva richiesta all’autorità consolare in caso di richiesta di cittadinanza jure sanguinis per via paterna.
Il giudizio avanti al Tribunale si svolge con le stesse modalità del giudizio per cittadinanza in via materna.
Riconosciuta leadership nella cittadinanza italiana Iure Sanguinis, con migliaia di discendenti assistiti in tutto il mondo grazie alle sentenze storiche ottenute presso la Corte di Cassazione.