Riforma Della Cittadinanza

Riforma Della Cittadinanza

Il Decreto-Legge n. 36 del 28/03/2025 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 74 del 23/05/2025 ha riformato la disciplina della cittadinanza italiana.

La nuova normativa ha introdotto requisiti più stringenti per il riconoscimento dello stato di cittadino italiano iure sanguinis dei soggetti nati all’estero, in possesso di altra cittadinanza: chi è nato all’estero da un genitore cittadino italiano ed è in possesso di altra/e cittadinanze, non è automaticamente cittadino italiano. Ai sensi della nuova normativa, è cittadino italiano solo se ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  • un genitore (anche adottivo) o un nonno del richiedente possiede – o possedeva al momento della morte – esclusivamente la cittadinanza italiana. Pertanto, può essere riconosciuto cittadino italiano solo chi è figlio o nipote (limite delle due generazioni) di un cittadino italiano;

  • un genitore (anche adottivo) cittadino italiano è stato residente in Italia per almeno due anni continuativi, successivamente all’acquisto della cittadinanza italiana e prima della data di nascita o di adozione del figlio;

  • si tratti di persone la cui cittadinanza italiana è riconosciuta in via amministrativa sulla base di domanda corredata della necessaria documentazione presentata all’ufficio consolare o al sindaco entro le 23:59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025, oppure sulla base di una domanda presentata su appuntamento comunicato all’interessato entro la stessa data;

  • si tratti di persone la cui cittadinanza italiana è in corso di accertamento giudiziale, a seguito di domanda presentata avanti ad un Tribunale italiano entro le 23:59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025.

La novella è già sottoposta allo scrutinio della Corte Costituzionale in relazione ad alcuni dei numerosi profili di incostituzionalità che la caratterizzano.

Riconosciuta leadership nella cittadinanza italiana Iure Sanguinis, con migliaia di discendenti assistiti in tutto il mondo grazie alle sentenze storiche ottenute presso la Corte di Cassazione.